Ritorno a scuola

Colui che apre una porta di una scuola, chiude una prigione

(Victor Hugo)

Oggi 14 settembre in gran parte delle regioni d’Italia iniziano le lezioni del nuovo anno scolastico, dopo l’avvento del Covid e la lunga chiusura dal marzo scorso. Le scuole riaprono i loro cancelli e le loro aule, finalmente!

Perché nonostante i problemi che ci sono stati (non solo il virus ma pure la DAD ha rischiato di far finire più di qualcuno all’ospedale), quelli che ci sono (i banchi no, quelli non ci sono appunto) e quelli che inevitabilmente ci saranno; nonostante le abitudini stravolte, nonostante i limiti e i disagi, oggi è un gran bel giorno per tutti.

Per il resto si vedrà passo per passo, l’importante è riprendere il percorso e come più o meno titolava un libro di un maestro di scuola che ebbe successo parecchi anni fa “speriamo che ce la caviamo”.

Gli elzeviri di Caparezza

Con questo termine, “elzeviri”, Stefano Pistolini in un interessante articolo sui cambiamenti musicali e sociali pubblicato sul Il Venerdì di Repubblica del 13 ottobre 2017 dal titolo A ogni generazione la sua musica ribelle, ha così definito le composizioni di Caparezza.

Un appellativo che ho trovato particolare e pertinente, in quanto credo possa effettivamente tratteggiare l’opera anche di scrittura di questo singolare artista di Molfetta. Poiché se certamente la musica è elemento fondante delle sue creazioni, altrettanto lo è la parola che l’attraversa e la sostiene.

Quindi seppur Prisoner 709, il suo nuovo e recente lavoro non si tratti di un libro, ritengo meriti considerazione anche dal punto di vista letterario proprio per l’articolato lavoro di scrittura che c’è dentro. Perché con questo eclettico e innovativo musicista- paroliere o musichiere-parolista, spesso le forme di espressione artistica si fondono e si confondono. In questo senso questo è un disco che si può leggere o un libro che si può ascoltare.

Esiste alla base della sua composizione musicale una meticolosa struttura narrativa, come del resto è caratteristica del suo stile, con un prologo, uno svolgimento ed un epilogo. Le tracce musicali sono come i capitoli di un racconto, la prigionia mentale del protagonista e le varie forme che la psiche umana può generare, con i loro titoli e sottotitoli che li presentano e li definiscono. Una costruzione anche letteraria dunque ben organizzata e approfondita, supportata e raccolta da una singolare cornice numerologica che si estende attraverso il confronto e il conflitto tra due parole composte dal numero 7 e dal numero 9. Due voci diverse che si raffrontano e si contrastano, determinando due realtà opposte, due facce e quindi anche due possibilità, due scelte, due strade da percorrere.

Una riflessione intimistica, una visione introspettiva in musica ricca di citazioni, rimandi alla cultura, all’attualità e che sprona l’ascoltatore a diventare necessariamente anche lettore e non un lettore passivo. Poiché in colui che ascolta e che legge il testo scaturisce l’esigenza di inseguire le origini, i significati delle parole e dei richiami che in esso vi incontra, attraverso  dunque la stessa azione di lettura e persino di ricerca che un libro può offrire.  Perché per comprendere appieno la realizzazione di insieme di questo disco è indispensabile leggerne i testi, conoscerne gli echi e soffermarsi più volte sulle parole, sulle rime, sull’ironia che le riveste e che diverte, andando oltre l’orecchiabile ritornello che si sente alla radio e ancora di più se “ti fa stare bene”.