Duecento anni di “Infinito” (1819-2019)

La bellezza e la nota distintiva di certa poesia consiste anche nella sua incredibile capacità di essere eterna.

Così come accade con altre forme artistiche, da un bramo musicale a una pellicola cinematografica, esistono opere capaci di rinnovarsi a ogni lettura, a ogni sguardo, a ogni ascolto, attraversando gli anni e la storia, le epoche e le generazioni, facendosi ogni volta riscoprire e amare.

La poesia ha una speciale forza dirompente perché è un’espressione letteraria che riesce a impiegare le parole in modo particolarmente creativo ed evocativo, in forma breve ma che porta lontano, in modo lieve ma profondissimo. Può fare riflettere, può destare, può confortare, colpisce e agisce sulle emozioni di chi legge con l’immediatezza dell’immagine di un dipinto.

Giacomo Leopardi scrisse L‘infinito nel 1819 quando era poco più che adolescente, pieno di curiosità e brama di vivere tipico dell’età della giovinezza, quando si è dominati dall’appassionato desiderio di avventurarsi in quel mondo sconosciuto che il poeta poteva solo immaginare oltre quel colle che si estendeva come suo unico orizzonte.

Sono trascorsi duecento anni e ancora oggi quel pensiero senza tempo e spazi, quel bisogno di conoscere e di scoprire, quel desiderio di andare via , quell’irrequietezza di vivere e quel timore che ci assale dinanzi all’affascinante immensità dell’universo, non cessano di parlarci, di stupirci, di toccarci dentro.

Una lirica che è divenuta immortale, un testo denso di significati e infinito come il suo titolo.

Per ascoltarla attraverso la voce di Elio Germano, da Il Giovane Favoloso di Mario Martone..

https://www.youtube.com/watch?v=yEQFZMiPFZ8

Autore: Gocciadichina

Se stai leggendo queste righe probabilmente è per capire chi scrive e perché. Domande che potrei farmi anch’io in effetti… Come Entula sul sito CVL-ComproVendoLibri mi occupo di dare nuova vita a libri dimenticati o mai scoperti, e di inviarli a qualche possibile acquirente, e qui come Gocciadichina se posso ne scrivo.

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