Momenti “up” della quarantena

“I pensieri ritornano, le convinzioni si tramandano, le situazioni passano irrevocabilmente” (Johann Wolfgang Goethe)

Sospesi

“Quanto più del tempo si tiene a conto, tanto più si dispera d’averne che basti, quanto più se ne gitta, tanto par che n’avanzi” (Giacomo Leopardi)

Tutti noi siamo come sospesi nel tempo delle nostre giornate trascorse tra le mura di casa, delle nostre abitudini interrotte, della nostra normalità arrestata.

Il paese è silenzioso, le strade semideserte, ci si incrocia sui marciapiedi e ci si evita con rigore. I visi coperti, gli sguardi sfuggenti come se anche essi potessero infettarsi.

Persone senza nome sono numeri in tv e sui giornali nelle stime del “bollettino di guerra” giornaliero (i contagiati, i morti, i guariti..), persone senza volto sono individui anonimi che una maschera rende estranei e uguali allo stesso tempo.

Sembra un mondo irreale e alienante quello che vediamo intorno a noi, dove si sovrappongono e si moltiplicano scenari finora descritti solo in qualche libro di fantascienza o nelle immagini di qualche film apocalittico. È qualcosa di temporaneo tutto ciò e questo deve darci conforto, mentre restiamo sospesi in attesa che arrivi quel giorno in cui la situazione migliori e il peggio ci lasci.

In questo tempo interrotto della nostra quotidianità potremmo cercare di riappropriarci di qualcosa che abbiamo dovuto mettere da parte, quando tempo appunto non ne avevamo. Tutti noi certamente abbiamo qualcosa a cui abbiamo rinunciato, che abbiamo dimenticato, lasciato indietro.

I buoni propositi non ci dovrebbero mai lasciare, anche se poi magari non riusciamo a concretizzarli. Ma la spinta vitale che essi offrono bisogna vivificarla e rafforzarla ora più che mai, perché averne regala comunque una prospettiva più ampia, un panorama più aperto anche quando dalla finestra si intravedono solo i tetti dei palazzi.

È l’occasione di rintracciare qualcosa che avevamo lasciato di noi, in noi o in chi ci circonda.

Di riprendere quei talenti personali latenti o dormienti che avevamo abbandonato o scordato, perché magari la vita ci ha portato altrove.

Di riscoprire qualcosa che ci interessava ma che avevamo rimandato, come quel film mai visto, quel libro mai aperto, quel disco mai ascoltato.

Ora è tempo di ritrovarli.

La Paura e la Reazione

Esistono dei libri che possono essere letti e riletti più volte, quelli che ogni nuova occasione ci permette di viverli in modo diverso.

Diversa può essere l’età, differente lo stato d’animo, particolare il periodo della vita che stiamo attraversando proprio nel momento in cui li leggiamo e tutto del nostro sentire, interpretare, percepire muta.

Questo può avvenire certamente con un libricino che si intitola Chi ha spostato il mio formaggio di Spencer Johnson, racconto metaforico della ricerca della felicità a cui tutti aspiriamo e della capacità di perseguirla avendo la giusta predisposizione, sapendosi adattare, correggere e tirando fuori la propria resilienza nascosta.

Una storia breve da leggere quasi sotto forma di favola morale, che vede come protagonisti due topini tutto istinto e due gnomi tutta ragione i quali muovendosi ogni giorno dentro a un labirinto (come può essere quello del cammino della vita di ciascuno), hanno lo scopo quotidiano di trovare del formaggio con cui sfamarsi (ciò che ognuno considera come la propria felicità). Mentre i due topini si adattano agli imprevisti e cambiano le loro abitudini riuscendo a ottenere ciò che cercano, anche se non come avevano progettato, anche se con metodi nuovi e inesplorati, i due gnomi invece si ostinano a percorrere sempre lo stesso tragitto e a compiere sempre le stesse azioni attendendo che qualcosa cambi intorno a loro senza modificare nulla per timore di sbagliare, per timore di affrontare qualcosa che non conoscono fino a  quando uno di loro sceglierà diversamente.

E’ una storia dunque sulla capacità di adattarsi al cambiamento, sull’impegno nel mettere in discussione se stessi e sull’abilità di migliorarsi, raggiungendo così in modo più proficuo e sereno ciò a cui più aspiriamo.

Mai come in questi giorni di disorientamento, di stravolgimento delle nostre abitudini, di una libertà che sentiamo limitata, questo libricino offre una lettura adatta in cui immergersi. Si vive un clima umano davvero pesante in giro, perché un doppio virus percorre la nostra penisola.

Uno è il Covid-19 ignoto oggetto di studio della scienza che tanto sta purtroppo devastando il nostro paese, e l’altro invece è un altro ben più noto e si tratta della paura dell’altro che lascerà temo altre macerie. Aria di sospetto si respira a pieni polmoni lungo le code per accedere nei supermercati, negli uffici postali, nel centri farmaceutici, nelle edicole e in qualsiasi luogo ci avvicini restando lontani.

Mentre si attende il proprio turno facendo attenzione nel mantenere la doverosa distanza che basti il marciapiede per non finire sulla strada, soffia un vento di diffidenza collettiva che raggiunge tutti nonostante le mascherine più o meno efficienti, nonostante le sciarpe avvolte sul volto. Il “nemico” è tra noi, è l’altro, il “colpevole” può essere chiunque ed è certamente a un metro di distanza e non merita che uno sguardo torvo se non gelido.

Adattiamoci a questo necessario e imprescindibile cambio di abitudini, adattiamoci a questa libertà ridimensionata, adattiamoci perché è indispensabile, ma non corazziamoci l’animo in questa ricerca della tranquillità perduta.

Non scordiamoci comunque e mai di restare umani, nel più alto valore del suo termine.

Un paese sotto un solo colore

“Tutta l’umana saggezza è racchiusa in queste due parole: aspettare e sperare”

Con questa frase si chiude un classico della letteratura francese, Il Conte di Montecristo di Alexandre Dumas, alla quale aggiungerei in questo frangente che ci ha travolto: “restare a casa” il più possibile.

E quando si cammina all’aria aperta per ossigenare i pensieri, farlo sempre con razionalità e responsabilità.

Mai come in questi giorni il senso di collettività e solidarietà deve brillare nei nostri cieli. Ci sarà tempo per tutto il resto.

Tre libri per l’Otto Marzo

Tre libri per celebrare la Giornata Internazionale della Donna, un po’ come i tre fiammiferi accesi di Jacques Prévert ma senza l’oscurità finale con cui si rammentava il viso armonioso dell’amata.

Anzi per far luce sui tanti luoghi comuni e sul difficile cammino di emancipazione femminile nella storia del nostro mondo, e per trovare momenti di pausa e quiete dalla vita frenetica dei nostri tempi con le parole di tante donne note.

Uno per riflettere ironizzando, o per ironizzare riflettendo, su certe dinamiche e su particolari comportamenti femminili: Il brutto delle donne  di Alessandra Faiella e Giovanna Ramaglia, scritto con una duplice chiave narrativa, poiché nato dal connubio tra un’autrice-attrice e da una neuropsichiatra-psicoterapeuta, con la quale si raccontano e si analizzano casi esemplari e tipologie femminili per sorridere e riflettere allo stesso tempo su certe condotte e i meccanismi che li ispirano.

Il secondo per considerare i secoli di predominio culturale maschile e le varie forme di misoginia, più o meno velata, attraverso le parole di tanti uomini illustri: La naturale inferiorità delle donne di Tama Starr, una sorprendente rassegna di citazioni che spaziano dalla filosofia alla religione, dalla medicina al detto popolare, dalla letteratura al diritto e che attraversano i secoli e i continenti.

Il terzo per ritagliarsi un momento per sé tra gli impegni quotidiani, assaporando giorno per giorno le briciole letterarie sparse tra le pagine: Meditazioni per donne che hanno troppo da fare di Anne Wilson Schaef, un libro-agenda che propone per ogni giorno del mese e dell’anno, qualsiasi anno, una battuta di spirito, una frase per pensare, un consiglio, un conforto, ciascuno per offrire ispirazione a nuove forme di serenità.

Per chi volesse approfondire:

Il brutto delle donne                                              https://www.comprovendolibri.it/ordina.asp?id=72659795&db=

La naturale inferiorità delle donne https://www.comprovendolibri.it/ordina.asp?id=72664761&db=

Meditazioni per donne che hanno troppo da fare https://www.comprovendolibri.it/ordina.asp?id=71159784&db=