Manco la pandemia il Festival se lo porta via

Stasera comincia il Festival di Sanremo con Amadeus, Orietta Berti e Fedez, per citare solo il meglio…

Il resto del palinsesto televisivo si azzera perché la concorrenza non si addice alla settimana canterina dalla Liguria. Del resto da anni ormai c’è un misto di varietà umana proveniente dai vari programmi e talent Mediaset e dintorni lì sul palco della Rai, che tutti gli interessi economici sono trasversali.

Stasera dunque inesorabile prende il via il solito carrozzone televisivo del già visto e già sentito, “polemiche” annesse al pacchetto mediatico comprese.

In pandemia forse però la fatica è già tanta e quindi un motivo in più per spegnere la tv e aprire un libro

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Un libro ti salva la vita

Non si direbbe capace di un tale potere per un oggetto dall’aspetto così modesto, dalle forme piatte e rettangolari poco accattivanti, eppure un libro potrebbe essere invece l’ausilio davvero più appropriato per trascorrere indenni queste giornate.

In tempo di Covid come il nostro non c’è dubbio che possa fungere da strumento di protezione più efficace della mascherina e del gel igienizzante, poiché è l’emblema del distanziamento sociale. Se si tiene un libro in mano in bella vista sarà più probabile tenere le altre persone alla larga, perché nella nostra epoca dove tutto è digitale e in rete molti lo considerano un oggetto inutile: non ha App, non può fare foto, non può pubblicare nulla, non si può usare per comprare nulla sul colosso delle vendite online, non mette like o cuoricini quindi è davvero fuori tempo. Certo può dare delle risposte ma devi saper consultare almeno l’indice o se si tratta di un dizionario conoscere almeno l’alfabeto e dunque il susseguirsi delle lettere ed occorre più tempo rispetto a una parola scritta su un motore di ricerca su Internet, ed è lì che molti abbandonano abituati alla frenesia del tutto rapido, tutto subito.

Considerando poi il fatto che leggere è un’esperienza principalmente individuale, un momento di estraneità da ciò che ci ruota intorno, persone e situazioni, un modo per andare altrove e per immergersi in un’altra dimensione passando per una percezione del tutto personale e solitaria, ecco che l’isolamento sociale anticovid è servito e dunque non può che fungere come miglior dispositivo di prevenzione per bloccare la diffusione del virus.

Inoltre tralasciando per un momento la pandemia, che gentilmente e simpaticamente ci accompagna ormai da un anno e sembra proprio non essersi ancora stancata del genere umano, io non ignorerei un altro aspetto di questo estraniamento letterario da cui trarre giovamento in questo periodo: la possibilità di silenziare il circo mediatico che da qualche settimana trascura persino il Coronavirus e la tabella dei suoi numeri, per elargire una narrazione unica imbastita persino da un identico lessico che rimbalza ripetutamente tra i tanti esperti di informazione-comunicazione chiusi nel loro mondo di interessi troppo spesso distante dalla realtà quanto quello della politica. Insomma in queste settimane per qualcuno potrebbe essere pure più salutare tenere la tv spenta, non sfogliare quotidiani, non aprire un sito di informazione online, tanto gli extraterrestri non sbarcano e possiamo stare tranquilli che non ci prenderanno di sorpresa, quindi possiamo anche evitare di essere informati su tutto ciò che succede in questo pianeta minuto per minuto per qualche tempo.

Per chi insomma si sente alieno al pensiero unico, alle convenzioni, alle abitudini comuni, alle mode, al fare “quello che fanno tutti” dagli account sui social ai selfie e alle foto delle pietanze del giorno da condividere con innumerevoli amici-followers della vita virtuale del web, leggere può diventare un atto di trasgressione in tempi normali e di questi tempi pure un’azione di salute pubblica. Tenere in mano un libro anziché lo smartphone ti fa apparire già “diverso” agli occhi del mondo, crea un immediato distacco con esso e averne dunque uno sempre disponibile può diventare un’efficace arma di protezione sociale. Se in treno, in metropolitana o in qualche fila di attesa non vuoi che nessuno ti attacchi bottone con le solite ciance, appena qualcuno ti rivolge la parola con tali intenzioni prendi un libro fra le mani e tuffaci il viso così starai al sicuro.

Certo forse non protegge da chi di libri ne ha letto a frotte e non manca mai di sottolinearlo e di vantarsene come fosse indiscutibilmente una medaglia di superiorità intellettiva, da chi usa la lettura insomma come autocelebrazione o esposizione di erudizione personale, perché ovviamente le forme di egocentrismo e narcisismo non passano solo con i selfie sui social. Però in quel caso si potrebbe tirare fuori un libro di Volo o Moccia per allontanarli…no, non sarebbe di qualche utilità averne una copia neppure in quel caso, neppure per raddrizzare un tavolino sghembo… Allora meglio la saga di Harry Potter anche se avete 50 anni, oppure qualche graphic novel di Zerocalcare per pensare e sorridere senza limiti di età. Si sentiranno già appagati nella loro superiorità culturale a un solo sguardo e sarà molto improbabile che vi rivolgano troppa attenzione.

Il libro in conclusione è un strumento che si può adattare alle diverse circostanze e fungere da supporto di salvataggio perché, anche se non si direbbe vedendo quell’oggetto anonimo a forma di scatola rettangolare, talvolta dalla copertina può aprirsi una porta come un’uscita di sicurezza dal fragore fastidioso o monotono della vita.

Messaggio ai naviganti di ComproVendoLibri

Qualcuno forse avrà visto che il sito di ComproVendoLibri in questi ultimi giorni risulta insolitamente chiuso e silenzioso, non per via dell’ultimo DPCM visto che il Covid-19 almeno nel mondo virtuale della rete per fortuna non si diffonde, ma  per un momentaneo  problema tecnico ormai  in via di risoluzione.

Come un albero di natale colorato e brillante che è rimasto inarrestabilmente acceso in queste giornate di festa, il noto Mercatino del Libro Usato del web deve aver avuto qualche lucina affaticata dalle tante e intense ore di festa che improvvisamente si è spenta mandando in tilt tutto il circuito.

Ma come ho scritto è un blocco del tutto passeggero, quindi armandosi di un pizzico di pazienza bisognerà solo aspettare perché il sito tornerà prestissimo a illuminarsi e a illuminare il tempo dei tanti frequentatori-lettori che nei suoi lidi vi approdano ogni giorno.

E anche quest’anno è Natale

<<L’anno venturo non voglio che succeda come quest’anno>> si dice ogni volta. <<L’anno venturo prepareremo ogni cosa in tempo>> ma ogni volta il Natale ci coglie di sorpresa e noi dobbiamo rimediare a tutto in fretta e furia e alla bell’e meglio.
Ma ogni volta il Natale ci porta una nuova favola da raccontare a noi stessi per consolarci del Natale che ci è sfuggito ed è caduto nell’abisso del tempo.
(Giovannino Guareschi)

Anche nella vita in fondo si cerca spesso di prepararsi in tempo, ma anche quella ci coglie sempre di sorpresa.

Le rughe dei libri

Un aspetto affascinante dei libri consiste nel fatto che non sono solo contenitori di storie, messaggi e significati ma anche oggetti tangibili dotati di una dimensione fisica e che nella loro materialità sono provvisti dunque anche di un proprio percorso di vita. Hanno un anno di nascita un po’ come gli esseri umani, anche se a differenza loro possono vivere molto più a lungo.

Un libro usato può raccogliere nel tempo i segni della sua esistenza e le tracce d’uso di chi ne è stato il proprietario. Pieghe, strappi, scritte, sottolineature, scollature, bruniture e fioriture sono i tratti distintivi del suo viaggio nel mondo così come le rughe, alcuni malanni e il bianco dei capelli lo sono per noi.

Un volume invecchia ma non nasconde la sua età, i cambiamenti come le imperfezioni degli anni che passano sono inevitabili e nel suo caso non condannabili, possono anzi essere espressione di maggiore attrazione proprio perché testimonianza delle tracce del suo tempo. Non appaiono come qualcosa di negativo da nascondere come è imperativo per gli individui nella società d’oggi, costretti a nascondere ogni minimo segno dell’età che passa, a spostare sempre più lontano gli anni che avanzano.

Un libro vintage non ha bisogno di fare chirurgia plastica per stirare le pagine, punturine di Botox per modificare l’anno di edizione, applicare tinture sulla copertina sbiadita per mostrarsi sempre fresco di stampa in un inutile tentativo di fermare il tempo all’inseguimento di una giovinezza irreale e impossibile. Al limite cerca solo di conservarsi integro nel suo insieme e ancora leggibile, dunque “in salute”, e in questo è certamente ben più saggio di molti esseri umani.

A volte capita che un’opera antica ma mai estinta come L’Iliade e l’Odissea pubblicata e diffusa nei secoli, combaci con una data di edizione ugualmente lontana e risulti dunque doppiamente preziosa, come le edizioni italiane dell’aprile del 1944 nell’immagine sovrastante.

E allora la storia si sovrappone alla storia, quella del classico immortale della letteratura greca si incrocia con quella della pubblicazione nell’Italia della Seconda Guerra Mondiale e di chi ne è stato in quegli anni lettore e proprietario. L’emozione della lettura di un testo si sovrappone all’emozione dell’età della copia che si tiene tra le mani, come una ruga del tempo che si poggia su un’altra per solcare insieme in tal caso il volto della storia.

Per chi volesse approfondire:

https://www.comprovendolibri.it/ordina.asp?id=78131752&db=

https://www.comprovendolibri.it/ordina.asp?id=78131748&db=

Indimenticabile Gigi Proietti

Gigi Proietti uno degli ultimi giganti della storia dello spettacolo del nostro paese ci lascia il giorno della ricorrenza dei defunti, il giorno in cui ottant’anni fa era nato e sul quale amava scherzare con quell’inesauribile ed elegante ironia che lo ha sempre contraddistinto.

Come il grande attore e mattatore che è sempre stato, non poteva scegliere un giorno qualunque per uscire di scena anche dal teatro della vita.

Il sipario per lui non potrà però mai abbassarsi del tutto, la sua brillante estrosità artistica e la sua briosa romanità resteranno eternamente in scena.

LA STRADA MIA

La strada è lunga, ma er deppiù l’ho fatto:

so dove arrivo e nun me pijo pena.

Ciò er core in pace e l’anima serena

der savio che s’ammaschera da matto.

Se me frulla un pensiero che me scoccia

me fermo a beve e chiedo ajuto ar vino:

poi me la canto a seguito er cammino

cór destino in saccoccia.

(Trilussa)

Spettri letterari per Halloween

Non c’è bisogno di essere una stanza ,
non c’è bisogno di essere una casa,
per sentirsi infestati dai fantasmi.
La mente ha corridoi più vasti di uno spazio materiale.

È assai più sicuro un incontro a mezzanotte
con un fantasma esterno,
piuttosto che affrontare dentro di sé
quella presenza ben più raggelante .
È assai più sicuro galoppare
tra le minacciose pietre tombali di una abbazia,
piuttosto che incontrare inermi ,
in solitudine, il proprio io…
(Emily Elizabeth Dickinson)

Storie di fantasmi di Edith Wharton; Gruppo Editoriale Newton; pagine 283: https://www.comprovendolibri.it/ordina.asp?id=77790584&db=

I racconti di fantasmi di un antiquario di Montague Rhodes James; Skira Edizioni; pagine 111: https://www.comprovendolibri.it/ordina.asp?id=77790598&db=

Il linguaggio dei cavalli

Quando ero piccola vedevo appeso alla parete della casa di famiglia un quadro che raffigurava una concitata corsa di cavalli variopinti in mezzo a qualcosa di indefinito, per i miei occhi di bambina erano nuvole in mezzo alle quali quegli animali dall’aspetto regale e fiero si sparpagliavano manifestando tutta la loro selvatica libertà. Solo una volta cresciuta ho riconosciuto in quei cumuli fumosi dalle sfumature colorate non più le nuvole del cielo, ma nubi di polvere che ne volevano rimarcare l’irrefrenabile corsa.

Quel dipinto mi piaceva perché celebrava la maestosità di queste eleganti creature e allo stesso tempo sembrava raffigurare la loro vita di un tempo, selvaggia e libera, prima che gli uomini li addomesticassero e li rendessero parte della loro produttività. 

Con questi animali l’uomo ha creato però anche legami di affetto e di amicizia, al punto che l’interazione con la specie equina alla stessa stregua di quella canina viene considerata adatta anche per attività di psicoterapia, la cosiddetta Pet Therapy, proprio per il benessere e gli effetti positivi che possono determinare negli esseri umani.

Nel noto libro di Nicholas Evans, L’uomo che sussurrava ai cavalli, successo internazionale di parecchi anni fa grazie soprattutto alla trasposizione cinematografica che ne fece Robert Redford nel 1998, racconta proprio questo stretto legame tra l’essere umano e il cavallo. Tom Booker è un mandriano ma dalle mansioni speciali, proprio perché capace di comunicare e instaurare una connessione particolare con l’animale che va al di là del semplice addestramento. Quella che lui possiede è un’abilità che risale a pratiche antiche e al lontano patrimonio tradizionale di guaritori e sciamani, coloro che venivano chiamati “i sussurratori” poiché attraverso parole segrete sussurrate a queste creature sapevano interagire con esse senza violenza, senza sopruso, senza imporre una sottomissione ma attraverso anzi forme di scambio e rispetto reciproco. L’autore si è ispirato a figure reali come l’addestratore Buck Brannaman che al rapporto con i  cavalli si è dedicato per tutta la vita, per creare il personaggio Booker e per narrare la dote di queste persone nel riuscire ad alleviare anche le più vecchie ferite dell’anima. Sarà infatti proprio Tom a trovare una via di guarigione per il cavallo Pilgrim, sopravvissuto a un terribile incidente una gelida mattina di inverno, ma anche per la sua giovanissima proprietaria Grace rimasta da quel giorno mutilata per sempre. Entrambi con il suo aiuto troveranno la serenità per riavvicinarsi e riaprirsi alla vita.

Parola di cavallo che appare insieme al best-sellers di Evans nell’immagine che fa da cornice visiva a questo post, è un piccolo libro che può essere piacevolmente letto per scoprire tante curiosità ma anche consultato come strumento di comprensione e conoscenza di questo affascinante animale nella sua dimensione emotiva oltre che fisica. L’autrice Kate Solisti-Mattelon si occupa proprio di comunicazione con gli animali e di interazioni orientate a curarne problemi comportamentali ed eventuali traumi passati, proprio come L’uomo che sussurrava ai cavalli Tom Booker.

Per chi volesse approfondire:

https://www.comprovendolibri.it/ordina.asp?id=77711988&db=

https://www.comprovendolibri.it/ordina.asp?id=77720676&db=